Il significato del colore viola

Colore viola ed emozioni

Il colore viola permette di capire il carattere delle persone oltre ad avere un significato profondo. Le persone che amano questo colore hanno un forte desiderio di essere accettate dalle persone vicine e di solito si presentano impacciate, apprensive, ma anche molto gentili e comprensive. Emozionali e non razionali sono amanti dell’arte e della natura. Non a caso molti dei più grande creativi e artisti prediligono il colore viola. Di contro chi è infastidito da questo colore è critico e diffidente, essendo razionale in tutto e poco emozionale se non in piccoli tratti.

Il colore Viola rappresenta il punto dove ogni individuo sviluppa l’esperienza relativa alla relazione con il padre e con l’autorità in generale. Riflette l’emozione correlata al rapporto che con lui avete oppure avete avuto, questa circostanza è fondamentale affinché ciascuna persona possa entrare in relazione con la forza dello spirito che solo il padre può elargire al proprio figlio, padre che in quanto tale deve sapere offrire al figlio la percezione di sentirsi protetto, sostenuto, capito, incoraggiato. Da questo vigore dipenderà il successo o l’insuccesso di costruire un’esistenza forte, dinamica, coraggiosa e una buona qualità di vita per ciascun figlio. In assenza di queste travi di sostegno il figlio dimostrerà essere sprovvisto di quanto appena menzionato, e quindi le proprie certezze verranno meno insieme alla sua forza e alla generale corrispondenza col sesso maschile e con tutto ciò che rappresenta la subordinazione con l’autorità. Autorità intesa come rispetto e integrazione con la scala gerarchica naturalmente esistente in tutti i modelli sociali moderni e primitivi.

La simbologia del colore viola

Il viola nasce dalla fusione del blu e del rosso e rientra tra i colori intermedi, pertanto il significato del viola deriva da quello dei suoi colori primari. Il rosso è simbolo di energia e forza mentre il blu rappresenta la malinconia e la calma: si intuisce facilmente come il viola nasca da due colori opposti. Anche la frequenza è fondamentale, appartenendo alla lunghezza d’onda più corta, introno i 380 nanometri. Il viola è allontanato nei teatri e dalle televisioni, pratica che affonda le sue origini nel medioevo, periodo nel quale tutti gli attori si trovavano a disagio poiché il teatro era vietato. Per cui per rappresentare il dolore e la tristezza il viola era molto impiegato.
Differenti, invece, è il suo significato quando lo si sogna, infatti in questo caso indica la necessità di affetto o anche l’attrazione verso il mistero e la magia. Anche per questo è associato alla transazione e alla trasformazione ed è molto apprezzato dai bambini e dalle donne incinte.

Il colore viola in cromoterapia

Nella cromoterapia il viola rientra tra i colori freddi e favorisce l’ispirazione. Ma è anche il colore della calma e della meditazione, pertanto impiegato per sedare gli stati di caos e irragionevolezza. Per quanto concerne la fisiologia è anche in grado di rallentare il battito. Non solo, grazie alla sua capacità di rilassare distende i muscoli, contribuisce anche allo sviluppo osseo. Queste caratteristiche fanno si che il viola venga impiegato in cromoterapia per le nevralgie, lo sviluppo osseo e l’ipertensione. Il viola è definito anche come chakra della coscienza cosmica ed è quel chakra che permette di aumentare la capacità di comprensione dell’ambiente circostante visto come universo.

Sul piano fisico, la persona gravata da squilibri emozionali legati al chakra viola, manifesta una serie di sintomi localizzati al capo quali: vertigini, formicoli, pruriti, insonnia, mal di testa, sono i più frequenti, ma nella maggior parte dei casi essi trovano una rapida soluzione anche in assenza di specifiche cure, tuttavia anche se considerati sintomi variabili che non indicano una patologia specifica devono essere valutati mediante una corretta valutazione dello stato psico-emotivo che certamente farà emergere in questo caso emozioni conflittuali legati alle sfera della relazione con padre ed in senso più ampio con quanto sopra menzionato. Il disinteresse o peggio la mancanza di consapevolezza di questi stati può, in riferimento alla dottrina orientale, sviluppare complessi disagi psico-fisici.